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Bardana Arctium lappa

La bardana è una pianta erbacea robusta e vigorosa, conosciuta per le sue grandi foglie e per i caratteristici capolini uncinati che si attaccano facilmente ai vestiti e al pelo degli animali. Cresce spontaneamente lungo i sentieri, ai margini dei boschi, nei terreni incolti e nelle zone ricche di sostanze nutritive.
Nel primo anno di crescita forma soprattutto una grande rosetta di foglie basali e sviluppa una lunga radice carnosa. Nel secondo anno produce un fusto eretto, ramificato e resistente, che può raggiungere anche oltre un metro di altezza. La pianta ha un aspetto rustico e selvatico, ma allo stesso tempo imponente e facilmente riconoscibile.

foglie

Le foglie della bardana sono molto grandi, larghe e morbide al tatto. Hanno una forma cuoriforme o ovata, con margini leggermente ondulati. La pagina superiore è verde intensa e piuttosto ruvida, mentre quella inferiore appare più chiara, quasi grigiastra o biancastra, per la presenza di una leggera peluria.
Le foglie basali possono raggiungere dimensioni notevoli e ricordano piccoli ventagli verdi appoggiati al terreno. Salendo lungo il fusto diventano progressivamente più piccole. Quando vengono stropicciate emanano un odore erbaceo delicato.

Fiori

I fiori della bardana sono di colore violetto o porpora e sono riuniti in capolini tondeggianti. Ogni capolino è circondato da brattee uncinate che, a maturazione, si attaccano facilmente agli animali o ai vestiti per favorire la diffusione dei semi.
La fioritura avviene generalmente tra luglio e settembre. I

frutti

piccoli fiori tubulari attirano api, farfalle e altri insetti impollinatori. Dopo l’impollinazione si formano i frutti, piccoli acheni racchiusi all’interno dei capolini secchi.

Radice

La radice di Bardana (Arctium lappa), nota anche come "erba del malandrino", è una pianta officinale rinomata per le sue spiccate proprietà depurative, diuretiche e antisettiche, particolarmente indicate per la cura della pelle (acne, dermatiti, eczemi). Ricca di inulina e composti fenolari, la radice regola la secrezione sebacea ed è usata in decotti, tinture o come alimento

Proprietà e parte usata della Bardana

In erboristeria la parte più utilizzata della bardana è la radice, ricca di sostanze benefiche come lignani, inulina, tannini, sali minerali, vitamine del gruppo B, acidi fenolici e composti dotati di proprietà antibatteriche.
La radice può essere essiccata e utilizzata per preparare decotti oppure lasciata macerare in acqua e alcool per ottenere la tintura madre. Anche il resto della pianta contiene principi attivi utili, sebbene la radice sia considerata la parte più preziosa.
Tradizionalmente la bardana viene impiegata per sostenere la depurazione dell’organismo, favorire il lavoro del fegato, della cistifellea e dei reni, oltre ad aiutare la pelle impura. Le sue proprietà depurative si riflettono spesso anche sul benessere dei capelli e della cute.
Le foglie fresche pestate venivano utilizzate nella tradizione popolare come impacchi su acne, foruncoli e piccole irritazioni cutanee grazie alle loro proprietà astringenti e antibatteriche.
La bardana viene assunta sotto forma di tisana, decotto o tintura madre anche per sostenere la diuresi e aiutare l’organismo a eliminare le tossine. I semi, dal sapore più intenso rispetto alla radice, sono invece considerati più stimolanti per il metabolismo e la digestione, risultando utili anche in caso di stitichezza.

Bardana (Arctium lappa) - leggende
La Bardana (Arctium lappa), nota come "erba dei tignosi" o "orecchia d'elefante", è circondata da leggende che la vedono come potente amuleto protettivo, capace di allontanare energie negative, streghe e persino curare malattie della pelle nel Medioevo. I suoi frutti uncinati, che si attaccano a vestiti e animali, hanno ispirato la creazione del velcro.

 Nel Medioevo si credeva che la radice di bardana, se raccolta durante la luna calante e indossata, allontanasse gli influssi maligni. Creare collane con le sue radici serviva a proteggere i bambini dalle streghe

Medicina Popolare e Cavalieri: I cavalieri portavano spesso con sé un rametto di bardana per guarire le ferite ai piedi durante le lunghe battaglie

Leggenda dei Frutti: La sua capacità di attaccarsi al vello degli animali (da cui il nome lappa, derivante dal celtico lapp "mano") ha fatto sì che venisse considerata una pianta "appiccicosa" e tenace, simbolo di riservatezza e ritrosia nel linguaggio dei fiori. 

Curiosità
Gli uncini dei capolini della bardana hanno ispirato l’invenzione del Velcro. Un ingegnere osservò come questi piccoli uncini si attaccassero facilmente ai tessuti e al pelo degli animali, creando poi il celebre sistema di chiusura.

Esistono diverse specie di bardana appartenenti al genere Arctium

Bardana maggiore  Arctium lappa

È la specie più conosciuta e più usata in erboristeria.
Ha dimensioni imponenti, foglie molto grandi e capolini che possono raggiungere circa 3 cm. La radice è grossa e carnosa ed è quella maggiormente utilizzata per preparazioni erboristiche

Bardana minore Arctium minus

È più piccola e slanciata rispetto alla bardana maggiore.
I capolini sono più piccoli, generalmente tra 1 e 2,5 cm, e spesso numerosi. Anche questa specie possiede proprietà simili a quelle della bardana maggiore.

Bardana tomentosa  

Questa specie si riconosce perché i capolini appaiono più lanosi o cotonosi.
Le brattee uncinate sono meno evidenti e l’intera pianta ha un aspetto più morbido e grigiastro.

Differenze principali

Le differenze più evidenti tra le varie bardane riguardano:

dimensione della pianta;
grandezza dei capolini;
forma e quantità degli uncini;
aspetto più o meno peloso delle foglie e dei fusti;
sviluppo della radice.